LA GIUSTIZIA

In passato, a seguito di denuncia, il giudice per le indagini preliminari ammise che vi era maltrattamento! Scrisse infatti: "A sostegno sono stati prodotti alcuni documenti filmati dai quali si evince chiaramente la sofferenza inferta agli animali durante la corsa, in particolare mediante l'uso di aste dotate di pungoli".
La conclusione ebbe però dell'incredibile: dato che le indagini non erano riuscite ad individuare i diretti colpevoli, non si sono riscontrate singole responsabilità penali; e dato che non era possibile dare la colpa a tutti i partecipanti... la denuncia era stata archiviata!

ALTRE DUE DENUNCE

A questo punto, essendovi maltrattamento abbiamo presentato altre due denunce: La prima è giunta a sentenza in primo grado, dopo che il PM era stato praticamente costretto a presentare i capi di imputazione; questo a seguito delle nostre opposizioni all'archiviazione promosse dall'avv. Morena Suaria, che segue da anni la vicenda a livello giudiziario; si tratta di un'assoluzione purtroppo, contro la quale abbiamo presentato appello, ma le motivazioni sono tali da permetterci di vedere con notevoli speranze di riuscita la successiva denuncia per un'altra edizione.

IL PERCHÈ DI UN'ASSOLUZIONE

Infatti il giudice ha assolto gli imputati (il parroco in quanto presidente del Comitato promotore della festa patronale, il Sindaco, il Vicesindaco ed altre persone coinvolte nell'organizzazione) in quanto il fatto ascrittogli (organizzazione di festa con strazio di animali) non risultava adeguatamente dimostrato.

Secondo il giudice infatti, per condannare gli imputati era necessario che lo strazio fosse previsto o prevedibile, perché la legge contro i maltrattamenti riguarda appunto attività che "comportino" tali sevizie, nel senso che le prevedano e non nel senso che semplicemente "si verifichino". anche involontariamente.
Sulla base sia di quanto dichiarato dal responsabile dei Servizi Veterinari, che ha riscontrato solo una piccola irregolarità rispetto a quanto previsto dalle normative di sicurezza per gli animali allora vigenti, per un breve passaggio sulla strada provinciale, sia del fatto che non si sia riusciti a dimostrare che gli organizzatori fossero a conoscenza dell'uso dei pungoli o dell'intenzione di usarli (anzi, il regolamento espressamente lo vieta!), il magistrato ha ritenuto non provato - e quindi non sussistente - il reato.

IN CONCLUSIONE

Evidentemente quindi si è constato ancora una volta che è difficile trovare i colpevoli, visto che gli esecutori materiali delle pungolature ... nessuno li conosceva ed in questo caso invece ... tutti cascano dalle nuvole: chi avrebbe mai potuto immaginare che quella corsa provocava strazio agli animali? Già, perché allora i Servizi Veterinari avevano dato di fatto il loro nulla osta; per la corsa oggetto della seconda denuncia però questo nulla osta non c'è, quindi la caduta dalle nuvole si preannuncia alquanto... rovinosa.

In ogni caso ormai giudizialmente è dimostrato che in queste corse gli animali subiscono sevizie, anche se paradossalmente non si riescono ad identificare i colpevoli, esecutori materiali delle sevizie.

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